ZONA VICENZA BERICA
PROGETTO 2009-2013
Mossano (VI), 26 settembre 2009
Spesso ci si sente “immaturi” e “ignoranti” rispetto alla Progressione Personale di fede nostra e dei nostri ragazzi, perciò non si è in grado di rispondere alle loro domande. Talvolta la catechesi è vissuta come “accessorio” e non come ossatura del nostro educare.
La Chiesa è vista soltanto come istituzione e non come corpo vivo di Cristo. Così si afferma di credere in Gesù ma a volte si mette in discussione il ruolo fondamentale della Chiesa nella trasmissione del messaggio evangelico. Di qui la difficoltà di partecipare alla messa, ai sacramenti in generale e agli altri momenti ecclesiali.
Si riscontra a volte un certo “imbarazzo” a testimoniare la propria fede nella vita di tutti i giorni: la fede è vissuta più a livello personale, nei tempi e nei modi decisi da ciascuno singolarmente.
Approfondire la conoscenza delle radici della nostra fede secondo le specificità delle diverse età a partire dalla riscoperta dei valori trasmessi dai patroni di ciascuna Branca.
Comprendere il Credo della Chiesa
Riscoprire di essere parte di una Chiesa-comunità di credenti ed il nostro ruolo al suo interno
Riscoprire la bellezza di essere cristiani.
Essere testimoni di fede all’interno della società.
Promozione e sensibilizzazione di campi Bibbia/cantieri spiritualità come ulteriori strumenti
Percorsi di formazione, riflessione confronto personali e di gruppo (anche durante le riunioni mensili di branca)
Week end di catechesi per capi di Zona sulla Parola e sulla figura di Gesù.
Partecipazione ad eventi ecclesiali esistenti in diocesi
Approfondimento documenti della Chiesa (Concilio Vaticano II°, encicliche, ...).
Incontro con testimoni significativi del nostro tempo
Partecipazione ad altri momenti formativi anche non organizzati direttamente dalla Zona
Impegno da parte di tutti i capi per la pubblicizzazione di momenti formativi organizzati dalle varie parrocchie
Realizzare un sito di zona per promuovere in maniera più efficace gli eventi
Percorsi di formazione/confronto per il servizio di catechesi in branca
Inizialmente si diventa capi educatori sullo slancio del cammino fatto più che per una vera e propria scelta di vocazione (“scelgo di essere un educatore”) e talvolta questa decisione tende ad essere soggetta a ripensamenti o “deviazioni”, tipiche più dell’adolescente che dell’adulto.
Il nostro essere capi è poi calato in un territorio con le sue problematiche e le sue sfide. Un capo deve pertanto saper essere critico e capace di leggere i “segni dei tempi”, rispondendo ad essi in modo adeguato.
Tutti noi capi (non solo i più giovani) diamo al servizio tempo ed energie limitati in relazione ai nostri stili di vita e ci aspettiamo dalla Coca e dalla Zona soluzioni e proposte per riuscire a conciliare i vari impegni.
L'abuso di strumenti tecnologici (cellulare, palmare, computer) porta ad una limitazione delle relazioni tra le persone e quindi ad una perdita di informazioni e di relazioni efficaci a volte utilizzate come scuse per non prendersi le proprie responsabilità.
Il cammino della partenza inizia dai lupetti ma non sempre ne teniamo conto.
Promuovere la consapevolezza della dimensione vocazionale dell’essere Capo.
Impegno ad essere Testimoni Continui, capendo l’importanza che ha l’esempio concreto e coerente nell’educazione dei ragazzi (le parole non bastano).
Promuovere la riflessione su che cosa significa essere adulti oggi.
Confrontarsi a livello di branca R/S sui criteri della Partenza.
Sviluppare il senso critico per essere capaci di prendere posizione di fronte agli avvenimenti sociali, dal quartiere al mondo.
Sviluppare il senso di appartenenza alla collettività, promuovendo la consapevolezza dell’importanza del proprio contributo e del significato profondo della partecipazione.
Imparare ad utilizzare la tecnologia in modo consapevole, per recuperare le relazioni e migliorare la capacità organizzativa.
Avviare una riflessione sull'uso consapevole dei social network
Incontri con i Responsabili della branca R/S per riflettere e confrontarsi sull'uomo e la donna della Partenza.
Incontri con i Responsabili della Fo.Ca. per l'accoglienza e la formazione dei nuovi capi.
Lavorare con i Capigruppo sul “Progetto del Capo” e sul “Patto Associativo”.
Promozione della partecipazione dei Rover e delle Scolte a ROSS, Uscite partenti e Cantieri.
Proporre momenti di formazione in assemblea sul tema dell'essere adulti oggi.
Creare occasioni di conoscenza e confronto sull’essere capi.
Definire criteri per manifestare pubblicamente il pensiero della Zona.
Lavorare divisi in pattuglie o in piccoli gruppi per favorire la condivisione e il protagonismo di ogni capo.
Curare lo stile gioioso e lo spirito di accoglienza degli incontri per incoraggiare la partecipazione.
Individuare strumenti alternativi per gestire e organizzare lo stesso evento.
Promuovere la massima “Chi propone, si propone”.
La vita all’aria aperta è carattere essenziale dello scoutismo a cui non possiamo rinunciare.
Dobbiamo quindi “tarare” le attività sui ragazzi dando loro fiducia. Spesso i genitori non condividono le nostre proposte ma per questo non dobbiamo sminuire la qualità delle nostre proposte.
La vita all’aria aperta è anche momento di crescita nell’essenzialità e nell’amore per il creato, in contrapposizione al consumo sfrenato e sfruttamento della natura operato dalla nostra società.
Crescere in conoscenza e competenza di questo metodo per poter coniugare Avventura e Sicurezza per conquistare anche la fiducia dei genitori.
Prendere posizione innanzitutto noi come capi (degrado, abusi, inquinamento, ecc.) ed educare quindi i ragazzi ad una scelta di consumo critico consapevole ed ecologica.
Riscoprire il valore dell'essenzialità
Partecipare a stage per capi.
Organizzare stage per capi, con attenzione al Primo Soccorso.
Potenziare la collaborazione con la Pattuglia Ambiente.
Potenziare la collaborazione con la Pattuglia EPC.
Coinvolgere gli organi di stampa per aumentare la visibilità delle nostre attività.
Utilizzare le riunioni di Branca per approfondire il tema sicurezza/pronto soccorso.
Dedicare gli Eventi di Zona a “Natura, ecologia, rapporto con la tecnologia, ecc.”
Adottare nei nostri incontri scelte eco-sostenibili: mezzi di trasporto, cestini differenziati, riduzione dei rifiuti,....
Individuare proposte per ridurre l'impatto ecologico nelle nostre attività: ritornare all'essenzialità.
Aprirci verso altre associazioni ambientaliste
Gli eventi di zona (caccia di primavera, giochi di S.Giorgio e Fuochi di Pentecoste) sono momenti importanti di crescita sia per i ragazzi che li vivono che per i capi che li preparano. Talvolta, però, si ha l'impressione che siano vissuti come una consuetudine che, impegnando gran parte delle energie delle attività di branca, rischiando di sottrarre tempo alla formazione dei capi cui la Zona deve tendere.
Riscoprire il senso degli Eventi.
Individuare quali altri strumenti la Zona può attivare per promuovere la fratellanza scout anche con modalità più semplici.
Alleggerire il carico di lavoro dei capi per migliorare la vivibilità associativa.
Promuovere occasioni di formazione permanente per capi.
Promuovere il progetto Basi Aperte
Utilizzare le assemblee come momenti formativi
Collaborare col Settore Specializzazioni
Riteniamo che il tema della sicurezza sia fondamentale all'interno delle nostre attività e che richieda una competenza che va alimentata con serietà. La nostra Zona ha sempre avuto una buona sensibilità per questo tema anche se spesso si è manifestata a livello individuale più che comunitario. Al momento nella nostra Zona non è presente una pattuglia di Protezione Civile.
Promuovere la formazione dei capi in questo ambito a livello di Comunità Capi e delle singole branche
Costituire una pattuglia di Protezione Civile che promuova la formazione dei capi
La nostra Zona soffre da alcuni anni di una scarsa rappresentanza femminile. Spesso i linguaggi per esprimere le medesime cose non sono reciprocamente comprensibili e sono fonte di equivoco. Si rende necessario, soprattutto nella branca R/S, il rispetto della diarchia.
Valorizzare le differenze di genere per agire con intenzionalità educativa in modo più consapevole verso l’uomo e la donna della Partenza
Avviare una riflessione sulla coeducazione nella branca E/G, in particolare sulla scelta tra reparto parallelo o misto, poiché si è intuito che le relazioni forti tra pari e il gusto per la ricerca della propria identità nascono qui.
Raggiungere la diarchia a tutti i livelli
Momenti di confronto per genere (es. Consiglio Rosa) ma con progettualità
Presenza della figura femminile negli staff di branca R/S.
Attenzione ai ruoli effettivamente assunti dai capi all’interno dello staff, superando abitudini e stereotipi (le capo preparano la preghiera e i capi accendono il fuoco; Akela sempre maschio, Bagheera invece femmina; …)
Incontri di formazione di Zona
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 22 Ottobre 2009 19:21)
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